Infortuni invernali: quando la causa è la stanchezza

Durante l’inverno, il numero di infortuni tende a crescere, sia tra chi pratica sport sulla neve sia tra chi semplicemente si mantiene attivo facendo movimento all’aperto. Cadute, distorsioni e contusioni sono all’ordine del giorno, ma, a differenza di quanto si pensa, le cause non sono legate solamente alla presenza di ghiaccio o al terreno scivoloso.
Un fattore meno evidente, ma altrettanto importante è la stanchezza. L’affaticamento fisico e mentale fa aumentare il rischio di infortuni, soprattutto quando si combina con condizioni ambientali rigide, come quelle tipiche della stagione fredda.
La fatica provoca un serie di effetti collaterali che influiscono sul rischio di infortunio: altera la coordinazione, rallenta i tempi di reazione e riduce la capacità di mantenere una postura corretta, rendendo più probabili cadute o movimenti errati. Se gli atleti esperti possono essere esposti a questa probabilità, tanto più vale per chi fa sport in modo non professionale o per chi non è allenato.
Quando affaticamento e freddo aumentano il rischio di infortunio
Negli sport invernali, come sci e snowboard, la stanchezza è un fattore di rischio spesso sottovalutato. Secondo uno studio[1] che analizza gli infortuni riportati con lo sci e con lo snowboard nella stagione 2023-2024, l’affaticamento muscolare rappresenta una delle cause più ricorrenti di infortunio, soprattutto nelle ore finali della giornata, quando la concentrazione cala e la reattività diminuisce. Molti incidenti non sarebbero dovuti, dunque, alla mancanza di tecnica quanto alla perdita progressiva di controllo dovuta alla fatica.
La correlazione tra stanchezza e infortuni non riguarda solo gli sportivi professionisti. Anche gli amatori e coloro che praticano attività fisica in condizioni di freddo prolungato mostrano una maggiore incidenza di traumi. Il freddo, infatti, rallenta i tempi di reazione e riduce l’elasticità muscolare, amplificando gli effetti della fatica accumulata.
Un altro studio[2] ha portato all’attenzione l’importanza di avere dei piani di recupero adeguati, in particolare in relazione a sonno, nutrizione e pause tra gli allenamenti. Massaggi e immersioni in acqua fredda sono tra le attività di recupero che hanno mostrato i migliori benefici nell’alleviare il dolore muscolare e ridurre l’affaticamento.
Al di fuori del contesto sportivo, si sono tratte indicazioni analoghe in relazione alla stanchezza riportata in ambienti esposti al freddo. Uno studio[3] del 2018 ha rilevato che oltre il 70% dei lavoratori impegnati nella manutenzione stradale invernale percepisce la fatica come una causa concreta di incidenti. Un dato, apparentemente lontano dallo sport, ma che conferma un principio che pare valido universalmente: in condizioni climatiche difficili, la stanchezza riduce l’attenzione, compromette i riflessi e abbassa la soglia di sicurezza.
Il ruolo del recupero e della prevenzione agli infortuni
Ridurre la stanchezza, con l’obiettivo di abbassare il rischio di infortuni, non implica semplicemente aumentare la quantità di riposo, ma richiede di adottare specifiche strategie di recupero fisico e mentale. Per chi svolge attività intensa, un sonno insufficiente o di scarsa qualità riduce la capacità di rigenerazione muscolare e altera la risposta immunitaria, fattori che possono aumentare in modo significativo il rischio di infortuni nei periodi di allenamento più impegnativi. Infatti, un carico di lavoro eccessivo, non bilanciato da giorni di recupero, non solo aumenterebbe in modo lineare il rischio di lesioni muscolari e articolari ma provocherebbe immunosoppressione, rendendo gli atleti più suscettibili a malattie[4].
Un altro fattore da non sottovalutare riguarda la consapevolezza della fatica. Molti sciatori, infatti, non riconoscono i segnali precoci dell’affaticamento, quali rallentamento dei movimenti, difficoltà di coordinazione, calo della concentrazione, e continuano a sciare fino a compromettere la stabilità. Inserire pause brevi ma frequenti, soprattutto nel pomeriggio, può ridurre in modo significativo l’incidenza di infortuni da stanchezza.
Infine, la prevenzione passa anche attraverso il riscaldamento e la preparazione fisica mirata. L’esposizione al freddo, infatti, riduce la temperatura dei muscoli e la loro capacità di contrarsi rapidamente.
Eseguire esercizi di mobilità articolare e riscaldamento dinamico prima dell’attività aiuta a mantenere il tono muscolare e la reattività neuromotoria, due aspetti fondamentali per prevenire incidenti.
L’importanza dell’idratazione negli sport invernali
Oltre alla stanchezza in senso stretto, esistono fattori che possono amplificarne gli effetti. Tra questi, l’idratazione è uno dei più sottovalutati durante i mesi freddi. Nei mesi freddi la percezione della sete si riduce, aumentando il rischio di disidratazione. Anche una perdita idrica modesta, nell’ordine del 2-3% della massa corporea, può modificare il funzionamento dei muscoli e del sistema nervoso, aumentando la fatica muscolare, favorendo i crampi e riducendo la capacità dei tessuti di assorbire le sollecitazioni: tutto ciò rende più probabili lesioni e microtraumi[5].
Inoltre, la disidratazione può peggiorare la capacità di concentrazione e la velocità di reazione. Anche se questi effetti sono spesso considerati secondari, diventano rilevanti in ambienti invernali, dove neve, ghiaccio e temperature basse richiedono prontezza nei movimenti e un controllo preciso dell’equilibrio. Quando l’organismo è sia affaticato sia disidratato, il rischio di un infortunio cresce in modo significativo.
[1] Festini Capello, M.P.; Valpiana, P.; Aloisi, G.; Cristofolini, G.; Misselwitz, S.C.; Petralia, G.; Muselli, M.; Gioitta Iachino, S.; Schaller, C.; Indelli, P.F. Risk Factor Analysis of Ski and Snowboard Injuries During the 2023/2024 Winter Season: A Single, High-Volume Trauma Center Database Analysis. Medicina 2025, 61, 117. https://doi.org/10.3390/ medicina61010117
[2] Peter Edholm, Niels Ørtenblad, Hans-Christer Holmberg, Billy Sperlich, 2024/12/01, Optimizing recovery strategies for winter athletes: insights for Milano-Cortina 2026 Olympic Games, Sport Sciences for Health, https://doi.org/10.1007/s11332-024-01245-1
[3] Camden MC, Medina-Flintsch A, Hickman JS, Bryce J, Flintsch G, Hanowski RJ. Prevalence of operator fatigue in winter maintenance operations. Accid Anal Prev. 2019 May;126:47-53. doi: 10.1016/j.aap.2018.01.009. Epub 2018 Feb 3. PMID: 29397874.
[4] Jones CM, Griffiths PC, Mellalieu SD. Training Load and Fatigue Marker Associations with Injury and Illness: A Systematic Review of Longitudinal Studies. Sports Med. 2017 May;47(5):943-974. doi: 10.1007/s40279-016-0619-5. PMID: 27677917; PMCID: PMC5394138.
[5] CHODKOWSKI, Jakub. Il ruolo dell’alimentazione e dell’idratazione nella prevenzione e nel recupero dagli infortuni: una revisione. Journal of Education, Health and Sport. Online. 14 novembre 2024. Vol. 71, p. 56117.



